Mastoplastiche Secondarie in Calabria
Revisione di protesi mammarie e correzione di complicanze chirurgiche
Revisione di protesi mammarie e correzione di complicanze chirurgiche
La mastoplastica secondaria è un intervento di revisione dedicato alle pazienti che hanno già eseguito una mastoplastica additiva e desiderano correggere: volume inadeguato, asimmetria, protesi datate, complicanze quali contrattura capsulare o rottura.
In Calabria, il Dott. Leonardo M. Ioppolo offre percorsi specialistici per la risoluzione chirurgica e estetica delle protesi mammarie, garantendo un risultato sicuro, armonico e duraturo.
Quando si parla di mastoplastica secondaria
Un intervento viene definito “secondario” quando la paziente è già stata sottoposta a mastoplastica additiva e oggi presenta uno o più dei seguenti problemi:
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volume non più desiderato o inadeguato
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cambiamenti corporei nel tempo (gravidanze, peso, invecchiamento)
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rottura o perdita di integrità della protesi
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asimmetria residua o evoluta
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effetto “stanchezza” del seno o ptosi secondaria
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complicanze: sieroma tardivo, contrattura capsulare, wrinkling, double bubble
Scheda

Anestesia
generale/spinale

Durata
120 – 240 minuti

DEGENZA
1 notte

RITORNO AD ATTIVITA’ SPORTIVE
28 giorni

RITORNO AL SOCIALE
7 giorni
Contrattura capsulare: cause, diagnosi e trattamento
Cos’è
La contrattura capsulare è la retrazione patologica della capsula fibrosa che circonda la protesi mammaria. In alcuni casi può determinare tensione dolorosa, indurimento, alterazione della forma o spostamento dell’impianto. E’ la causa principale di revisione delle mastoplastiche additive e delle ricostruzioni mammarie post mastectomia.
Cause principali
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reazione infiammatoria cronica
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ematoma o sieroma non trattato
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micro-traumi o infezione subclinica
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posizionamento inadeguato o materiali di cronicità
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piani protesici non ottimali
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tasche troppo superficiali
Grading Baker I-IV
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Baker I: seno morbido, aspetto normale
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Baker II: seno leggermente duro, forma normale
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Baker III: seno duro e visibilmente alterato
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Baker IV: seno dolente, duro, forma gravemente compromessa
Come diagnosticarla
Attraverso visita clinica, ecografia mammaria e/o risonanza magnetica, valutazione del contenuto protesico e controllo dello stato capsulare.
Trattamento
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Capsulotomia (incisione della capsula)
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Capsulectomia parziale o totale
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Sostituzione della protesi, cambio piano (retro-muscolare, dual plane)
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Utilizzo di protesi di nuova generazione (ergonomiche)
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Lipofilling associato per miglior copertura tissutale
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Follow-up e controlli rigidi
Quando intervenire
Al primo segno di indurimento o cambiamento del seno, per evitare evoluzione verso Baker III/IV. Il trattamento precoce migliora l’esito e riduce i tempi di recupero.
Capsulectomia: cos’è e quando si esegue
La capsulectomia è l’intervento che consiste nella rimozione totale o parziale della capsula fibrosa che si forma naturalmente attorno alla protesi mammaria.
Ogni impianto, anche quando perfettamente tollerato, induce la formazione di una capsula: una reazione fisiologica dell’organismo.
Tuttavia, in alcuni casi la capsula può diventare patologica, ispessita o retraente, generando deformità estetiche o sintomi.
La capsulectomia è quindi indicata quando la capsula diventa fonte di dolore, retrazione, deformità o complicanze.
🩺 Indicazioni alla capsulectomia
La capsulectomia non viene eseguita su tutte le pazienti con protesi, ma solo in condizioni specifiche e documentate:
1️⃣ Contrattura capsulare (Baker III–IV)
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indurimento del seno
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forma alterata (seno “a palla”, dislocazione, distorsione del polo superiore)
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dolore
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rigidità marcata
→ In questi casi, la sola sostituzione della protesi non è sufficiente, ed è necessario trattare la capsula.
2️⃣ Rottura o sospetta rottura della protesi
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gel bleed, silicone migration
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rottura visibile all’ecografia o RMN
→ In caso di silicone extracapsulare, la capsulectomia totale è quasi sempre indicata.
Tipologie di capsulectomia
Non tutte le capsulectomie sono uguali: la scelta dipende dallo stato della capsula, dal tipo di protesi e dalla problematica della paziente.
✔ Capsulectomia totale (en bloc o completa)
Rimozione dell’intera capsula.
Indicata in:
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rotture extracapsulari
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contratture capsulari Baker IV
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presenza di silicone libero
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protesi molto vecchie
- indicata quando si cambia piano (es. dal sottomuscolare al sopramuscolare)
✔ Capsulectomia parziale (anterior o posterior capsulectomy)
Rimozione della parte patologica della capsula:
-
utile quando la capsula è solo in alcuni punti ispessita
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minore traumatismo dei tessuti
✔ Capsulotomia
Non rimozione, ma “apertura” della capsula per ridurne la tensione.
Indicatissima nei casi lievi di contrattura o in caso di lateralizzazione o bottoming out della protesi dove la vecchia capsula viene utilizzata per stabilizzare la posizione della nuova protesi
MA LE PROTESI VANNO SOSTITUITE OGNI 10 ANNI?
Questa è una delle domande più frequenti che le pazienti si approcciano alla chirurgia mammaria mi fanno durante la visita.
La risposta è no le protesi non hanno una scadenza certa, ma al tempo stesso è giusto chiarire che nessuna protesi è eterna, e per vari motivi una paziente che ha una protesi impiantata potrebbe in futuro richidere un nuovo intervento chirurgico.
I motivi più frequenti sono:
CICATRICI DELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA SECONDARIA IN CALABRIA
ACCESSO AL SOLCO SOTTOMAMMARIO
ACCESSO PERIAREOLARE
REVISIONE CON CICATRICE A T INVERTITA
E’ la via chirurgica più frequente nelle mastoplastiche di revisione perchè nella maggioranza dei casi si deve rimuovere la cute in eccesso e rimodellare il cono mammario pre esistente
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TASCA PROTESICA NELLE MASTOPLASTICHE ADDITIVE SECONDARIE
Tasca protesica: perché oggi scegliamo sempre più la tecnica ibrida
La scelta della tasca protesica è un punto cruciale nelle revisioni mammarie. Nelle mastoplastiche secondarie, la tecnica più moderna è la tecnica ibrida, che associa:
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una nuova protesi (spesso ergonomica o in gel coesivo)
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a un lipofilling autologo nelle aree più sottili o danneggiate
Questa tecnica offre un doppio vantaggio:
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È spesso possibile riportare la protesi nel piano sopramuscolare (pre-pettorale)
→ Questo evita il fenomeno dell’animazione protesica, tipico degli impianti retro-muscolari in cui il muscolo pettorale, contraendosi, deforma la protesi causando movimento evidente e innaturale.
→ In queste pazienti, riportare la protesi “davanti” al muscolo senza comprometterne l’armonia o la visibilità è oggi possibile grazie al supporto del lipofilling che “riveste” la protesi con tessuto naturale.
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Riduce l’impatto della protesi sulla capsula e migliora l’aspetto al tatto
→ Il grasso interposto tra protesi e cute migliora la consistenza compressiva e rende il seno più simile al tessuto naturale.
In una paziente già operata, la strategia della tasca ibrida rappresenta spesso la migliore combinazione di sicurezza ed estetica duratura.
Il lipofilling mammario: più naturale, meno visibile, meno rischio
Il lipofilling — ovvero l’innesto di grasso autologo — rappresenta oggi una delle procedure più utili nelle pazienti che hanno già subito una o più mastoplastiche.
Perché è indicato nelle mastoplastiche secondarie
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Corregge le irregolarità o depressioni residue
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Migliora la qualità dei tessuti molli sopra la protesi
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Rende la protesi meno visibile ed evidente, soprattutto in zone sottili
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Ha un effetto protettivo sul piano protesico, riducendo il rischio di contrattura capsulare recidiva
Riduzione della contrattura capsulare grazie al lipofilling
Secondo studi clinici pubblicati su PubMed, l’utilizzo di lipofilling:
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aumenta la vascolarizzazione dei tessuti
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migliora lo spessore e l’elasticità del piano cutaneo
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riduce la risposta fibrotica capsulare, contribuendo a diminuire il rischio di contrattura recidiva
📌 Fonti scientifiche:
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Phulpin B. et al., “Fat grafting reduces recurrence of capsular contracture after breast implant removal and replacement” – Aesthetic Surg Journal, 2020 (PMID: 33016020)
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Lesniak D. et al., “The impact of fat grafting on implant breast reconstruction outcomes” – Annals of Plastic Surgery, 2021 (PMID: 33534270)
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Kronowitz SJ, “Absence of capsular contracture in breast reconstruction with prepectoral implant placement and ADM + fat grafting” – Plast Reconstr Surg, 2019 (PMID: 30717672)
Questo significa che, in pazienti con tessuti sottili o precedentemente contratti, il lipofilling non è solo “estetico” ma ha un ruolo biologico nel ridurre l’infiammazione e accrescere la longevità del risultato chirurgico.
Cosa differenzia la chirurgia primaria dalla secondaria?
Gli interventi eseguiti su pazienti che si sono già sottoposte a chirurgia della regione mammaria hanno delle considerazioni aggiuntive: questi interventi hanno dei costi maggiori legati alla maggiore complessità, alla presenza di cicatrici, al sovvertimento anatomico causati dal precedente intervento e nel caso della mastopessi secondaria un elevato rischio di necrosi del CAC. Il paziente deve essere consapevole un risultato ottimale in un intervento secondario è molto più difficile da raggiungere e il rischio di asimmetrie o difetti postoperatori è maggiore rispetto agli interventi primari.
Casi clinici prima e dopo
contrattura capsulare grado IV
capsulectomia totale, mastoplastica additiva con mastopessi a T invertita cambio di piano da sottomuscolare a sottofasciale lipofilling
contrattura capsulare grado IV
mastoplastica additiva con mastopessi a T invertita cambio di piano da sottomuscolare a sottofasciale lipofilling
Rottura potesica, contrattura capsulare, waterfall deformity
mastopessi a T invertita asimmetrica+ sostituzione protesi + lipofilling
Rottura potesica, contrattura capsulare, waterfall deformity
mastopessi a T invertita asimmetrica+ sostituzione protesi + lipofilling
asimmetria mammaria Rottura potesica, contrattura capsulare, waterfall deformity
pregressa mastoplastica additiva con pessi a T invertita
asimmetria mammaria, Rottura potesica, contrattura capsulare, waterfall deformity
pregressa mastoplastica additiva con pessi a T invertita
risultato revisione contrattura capsulare
sostituzione protesi e lipofilling – protesi ergonomiche DEMI MOTIVA
contrattura capsulare con grave asimmetria
sostituzione protesi, masopessi periareolare desta, lipofilling
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