Chirurgia estetica del seno · Dott. Leonardo Ioppolo
Mastoplastica
additiva in Calabria.
Armonia, proporzioni, naturalezza.
Non soltanto più volume. Un progetto chirurgico che parte dalla tua anatomia e mette in relazione forma, tessuti, movimento e proporzioni.
Crotone · Catanzaro · Reggio Calabria
01 / Un approccio personale
Un seno che rispetti le tue proporzioni.
La mastoplastica additiva permette di aumentare il volume e modificare la forma della mammella mediante una protesi. Per me il punto di partenza non è la misura desiderata, ma la relazione tra torace, base mammaria, qualità dei tessuti e aspettative.
Prediligo protesi ergonomiche e una pianificazione attenta al movimento. Quando indicato, integro l'impianto con lipofilling per rifinire i contorni e migliorare la copertura.
«Il risultato migliore è quello che sembra appartenere al tuo corpo.»
Proporzione
Volume, larghezza della base, profilo e forma scelti considerando la tua anatomia.
Morbidezza
Attenzione alla consistenza dei tessuti e alla naturalezza dei contorni, senza promesse standardizzate.
Preservazione
Una dissezione ragionata e il rispetto delle strutture anatomiche, compatibilmente con l'indicazione.
02 / Piani chirurgici e copertura dei tessuti
Meglio retromuscolare o retroghiandolare?
La scelta del piano di impianto dipende anzitutto dalla quantità e dalla qualità dei tessuti che possono rivestire la protesi. Nei seni con copertura molto sottile, un piano più profondo può essere utile per limitare la visibilità dei margini. Quando la copertura lo consente, è possibile evitare il coinvolgimento del muscolo pettorale e conservare una dinamica più indipendente dalla sua contrazione.
Schemi illustrativi: l'incremento di copertura adiposa è un obiettivo del lipofilling, non un risultato identico in tutte le pazienti. Piano implantare, indicazione e quantità d'innesto sono personalizzati.
Confronta le possibilità
Tre scelte, indicazioni differenti.
La tecnica deve adattarsi al corpo, non il contrario. Esplora vantaggi e limiti di ciascuna soluzione.
Tecnica ibrida: impianto e tessuto adiposo autologo
La mastoplastica additiva ibrida abbina una protesi in posizione pre-pettorale, spesso sottofasciale quando indicato, al lipofilling. Il grasso prelevato dalla paziente viene preparato e innestato selettivamente nei tessuti che ricoprono la protesi, con l'obiettivo di aumentarne lo spessore, sfumare i margini e migliorare la transizione tra torace e mammella.
- Il pettorale non copre la protesi: viene evitata la tipica deformazione da contrazione muscolare, detta animazione protesica.
- La copertura può essere distribuita anche in aree che, nel dual plane, non ricevono una componente muscolare.
- Il risultato può apparire più morbido al tatto e più armonico nei contorni, a condizione che i tessuti siano adeguati.
Il punto decisivo: il lipofilling può rendere meno necessario ricorrere alla copertura muscolare in pazienti selezionate, ma non compensa automaticamente ogni condizione di estrema magrezza o insufficiente copertura. Una parte del grasso innestato può riassorbirsi e, in alcuni casi, sono necessari trattamenti successivi.
Il prelievo e l'innesto avvengono con piccole cannule; restano comunque accessi cutanei e possibili esiti cicatriziali, solitamente limitati.
Retroghiandolare e sottofasciale
Nella tecnica retroghiandolare la protesi si trova sotto la ghiandola mammaria ma sopra il pettorale. Nella variante sottofasciale, viene collocata al di sotto della fascia pettorale, mantenendosi anteriormente al muscolo.
- Il muscolo non interferisce direttamente con il movimento dell'impianto.
- Il recupero può risultare più confortevole rispetto a un approccio con dissezione muscolare, pur con differenze individuali.
- La fascia può aggiungere un sottile piano di rivestimento, ma non sostituisce uno spessore mammario adeguato.
Il limite principale: nei tessuti sottili i margini protesici possono diventare più visibili o palpabili e può comparire rippling. È proprio in queste condizioni che considero la copertura tissutale e l'eventuale integrazione con lipofilling, oppure un piano differente.
Dual plane: una copertura muscolare parziale
Nel dual plane l'impianto è parzialmente coperto dal muscolo pettorale nella parte superiore, mentre inferiormente è in rapporto con i tessuti mammari. È un approccio valido soprattutto quando si desidera maggiore copertura dei quadranti superiori e mediali.
- Può ridurre la visibilità dell'impianto in presenza di tessuti sottili.
- La dissezione muscolare può associarsi a una fase iniziale più dolorosa o fastidiosa.
- La contrazione del pettorale può spostare o deformare temporaneamente la mammella: è il fenomeno dell'animazione protesica.
La risposta muscolare e le eventuali asimmetrie sono variabili. Non esiste una tecnica universalmente migliore: la scelta richiede valutazione della copertura, della forma, dell'attività fisica e del risultato desiderato.
03 / La scelta della protesi
Rotonda, anatomica o ergonomica?
Non conta solo la forma vista sul tavolo operatorio. Conta come l'impianto si comporta quando la paziente è sdraiata, in piedi e in movimento. Nella mia pratica prediligo le Motiva Ergonomix2, quando indicate, per la combinazione tra morbidezza e capacità di adattamento dinamico.
Rotonda
Profilo simmetrico rispetto al proprio asse, utile quando si ricerca una maggiore pienezza superiore. La rotazione dell'impianto non cambia l'orientamento di un profilo sagomato.
Anatomica
Volume distribuito secondo una forma a goccia, con maggiore pienezza inferiore. La rotazione può modificare la silhouette e assume particolare rilevanza clinica.
Ergonomica
Il gel è progettato per rispondere alla posizione del corpo: più arrotondato da sdraiato e con una tendenza alla maggiore pienezza inferiore in piedi. Non è identico a una protesi anatomica rigida e il comportamento dipende dal modello.
Dinamica
Valuto il comportamento del seno nelle diverse posizioni, oltre all'aspetto statico.
Copertura
Spessore dei tessuti, visibilità e palpabilità del dispositivo guidano la scelta del piano.
Proporzione
Base, volume, proiezione e caratteristiche dell'impianto vengono scelti insieme alla paziente.
04 / Le vie d’accesso
La scelta dell'incisione. La precisione nella tasca.
Nella mia pratica inserisco la protesi attraverso un’incisione nel solco sottomammario. Questo accesso consente un controllo diretto della tasca protesica, evitando di attraversare a tutto spessore la ghiandola mammaria. Riservo l’incisione periareolare al rimodellamento previsto dalla mastopessi, quando indicato, e non la utilizzo come via d’ingresso della protesi.
Solco sottomammario:
perché lo preferisco
L’incisione nella piega sotto la mammella offre un accesso diretto alla tasca protesica. È la via che preferisco per inserire l’impianto, con un controllo visivo della dissezione e del suo posizionamento.
Rispetto della ghiandola. Permette di raggiungere il piano scelto senza attraversare a tutto spessore il tessuto ghiandolare e senza utilizzare il margine dell’areola come via di ingresso della protesi.
Visibilità e precisione. Facilita la preparazione della tasca, il controllo del sanguinamento e la valutazione del solco e del polo inferiore della mammella: aspetti importanti per il corretto alloggiamento dell’impianto.
Accesso adattabile alla protesi. La lunghezza dell’incisione viene pianificata in funzione dell’impianto e dell’anatomia, senza dipendere dal diametro dell’areola. Non cerco una cicatrice più corta a scapito di un inserimento controllato.
Cicatrice nella piega naturale. È progettata per ricadere nel solco e può essere riutilizzata in eventuali revisioni. Rimane comunque una cicatrice: visibilità e qualità dipendono dall’anatomia, dall’assestamento del seno e dalla guarigione individuale.
Periareolare: quando serve a sollevare il seno
Utilizzo l’incisione intorno all’areola quando è indicata una mastopessi, per correggere la posizione del complesso areola-capezzolo e rimodellare la cute. Non la utilizzo per inserire la protesi.
La mia scelta è evitare il passaggio attraverso la ghiandola mammaria e limitare il coinvolgimento delle strutture sensitive e la formazione di aderenze cicatriziali profonde, che possono contribuire a retrazioni o infossamenti. Le alterazioni della sensibilità restano comunque possibili con qualsiasi accesso.
Inoltre, alcuni studi hanno associato l’accesso periareolare a una maggiore frequenza di contrattura capsulare rispetto al solco sottomammario, pur con limiti nelle evidenze disponibili.
Un’areola di piccole dimensioni può anche offrire uno spazio insufficiente per introdurre agevolmente la protesi scelta. Per questi motivi preferisco separare l’accesso per l’impianto dal rimodellamento dell’areola.
Chirurgia mammaria di preservazione
Il rispetto dei tessuti.
Una scelta su misura.
Mastoplastica additiva con Preservé™ di Motiva®. Preservé è un protocollo orientato alla preservazione dei tessuti mammari: combina strumenti dedicati e impianti SmoothSilk® Ergonomix2® con l'obiettivo di limitare la dissezione e rispettare, quando possibile, muscolo pettorale e strutture di sostegno.
Lo valuto quando anatomia e risultato desiderato lo consentono. Se la procedura non è indicata, considero altre strategie, tra cui la mastoplastica additiva ibrida con protesi e lipofilling, sempre con attenzione alla conservazione dei tessuti e al movimento naturale del seno.
Scopri la tecnica Preservé™ ↗05 / Dalla visita al recupero
Ogni fase ha il suo tempo.
Indicazione chirurgica, scelta dell'impianto, anestesia e recupero vengono pianificati sulla paziente e sull'intervento effettivamente previsto.
La visita
Ascolto, esame clinico, misurazioni, valutazione della copertura mammaria e delle aspettative.
La pianificazione
Scelta del piano, della protesi, dell'accesso chirurgico e dell'eventuale lipofilling.
L'intervento
Nella mia pratica spesso con anestesia spinale, talvolta generale; in casi selezionati, come alcuni protocolli Preservé, anche locale con eventuale sedazione.
Il decorso
Controlli, sostegno postoperatorio e ripresa graduale delle attività. I tempi e le indicazioni cambiano secondo tecnica e paziente.
Anestesia dell'intervento
La scelta si definisce con l'anestesista.
Nel mio percorso operatorio utilizzo frequentemente l'anestesia spinale nei casi per cui è appropriata, mentre altre procedure vengono svolte in anestesia generale. Più raramente, in pazienti e protocolli selezionati — tra cui alcune procedure di preservazione — può essere considerata l'anestesia locale con eventuale sedazione. La fattibilità e la tecnica anestesiologica vengono sempre valutate e concordate con l'équipe anestesiologica, in base alla procedura e alla sicurezza della paziente.
06 / Informazione e sicurezza
Una scelta consapevole comprende anche i rischi.
La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico: possono verificarsi ematomi, infezioni, sieromi, alterazioni della sensibilità, cicatrici indesiderate, contrattura capsulare, malposizionamento, rippling o rottura della protesi. In alcuni casi può essere necessario un nuovo intervento.
Esistono inoltre rischi rari associati agli impianti mammari, tra cui BIA-ALCL e altri tumori capsulari segnalati. Tipologia e superficie dell'impianto, documentazione del dispositivo e informazione preoperatoria sono parte della scelta consapevole.
Le protesi non sono dispositivi garantiti per tutta la vita. Richiedono controlli clinici e, secondo impianto e indicazioni, esami di imaging. La presenza della protesi non sostituisce lo screening senologico previsto per età e fattori di rischio.
07 / Percorsi collegati
Non sempre basta aggiungere volume.
Quando prevalgono ptosi, asimmetrie o necessità di revisione, altre procedure possono essere più appropriate o associate in casi selezionati.
08 / Domande frequenti
Le risposte, prima della visita.
Come si sceglie la dimensione della protesi?
Non esiste una taglia ideale valida per tutte. La scelta considera misure della base mammaria, torace, copertura dei tessuti, obiettivi e proporzioni. Il volume viene discusso dopo un esame clinico.
Che differenza c'è tra tecnica sottofasciale, ibrida e dual plane?
Nel piano sottofasciale la protesi rimane davanti al pettorale, sotto la fascia. La tecnica ibrida può associare lipofilling per migliorare la copertura dei tessuti e sfumare i margini. Nel dual plane la parte superiore è parzialmente coperta dal muscolo. La scelta è personalizzata e dipende soprattutto dallo spessore dei tessuti.
Perché preferisci le protesi ergonomiche?
Perché ne apprezzo la morbidezza e il comportamento al movimento. La preferenza per Motiva Ergonomix2 fa parte del mio approccio chirurgico, ma la scelta definitiva dipende dall'anatomia, dalle caratteristiche del dispositivo e dalla valutazione dei rischi.
Preservé™ è adatta a tutte le pazienti?
No. È un protocollo con indicazioni specifiche, limiti anatomici e requisiti relativi alla procedura e agli impianti. La sua candidabilità si definisce soltanto dopo una visita specialistica.
Quanto tempo richiede il recupero?
Dipende dalla tecnica, dalle condizioni cliniche e dall'attività svolta. In generale le attività leggere possono riprendere gradualmente nei primi giorni, mentre sforzi intensi e sport richiedono tempi più lunghi e il via libera del chirurgo.
Quale tipo di anestesia viene utilizzata?
Nel mio percorso operatorio, a seconda dell’indicazione e in accordo con l’anestesista, la mastoplastica additiva può essere eseguita in anestesia spinale, generale o, in casi selezionati come alcuni protocolli Preservé, locale con eventuale sedazione. La decisione è sempre individuale.
Le protesi vanno sostituite ogni dieci anni?
Non esiste una scadenza universale a dieci anni, ma gli impianti non sono dispositivi permanenti garantiti a vita. Controlli clinici ed eventuali esami strumentali aiutano a valutare lo stato dell'impianto e la necessità di intervenire.
Si potrà allattare dopo l'intervento?
Molte pazienti mantengono la possibilità di allattare, ma nessuna tecnica può garantirlo. Il rischio di modifiche della sensibilità o della funzione mammaria e i progetti di gravidanza vanno discussi prima dell'operazione.
Mastoplastica additiva e mastopessi sono la stessa cosa?
No. La mastoplastica additiva aumenta il volume; la mastopessi solleva e rimodella il seno quando è presente ptosi. Se coesistono svuotamento e discesa della mammella, le due procedure possono spesso essere eseguite insieme, ma la scelta dipende dall'anatomia, dal rischio chirurgico e dal risultato desiderato. Le incisioni della mastopessi possono essere utilizzate anche per preparare la tasca protesica.
Il primo passo
Parliamone insieme.
Una visita per definire obiettivi, alternative e un progetto chirurgico rispettoso delle tue caratteristiche.
Scarica il consenso informato
Mastoplastica additiva
PRENOTA LA TUA PRIMA VISITA!
PUOI PRENOTARE DIRETTAMENTE ONLINE,
UTILIZZANDO IL FORM DI CONTATTO QUI SOTTO







































