Mastoplastica Additiva in Calabria: valorizza la tua bellezza con naturalezza

La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti in Calabria e permette di aumentare il volume del seno in modo naturale e proporzionato.
Il Dott. Leonardo M. Ioppolo, chirurgo plastico, utilizza protesi ergonomiche di ultima generazione e tecniche ibride (protesi + lipofilling) per ottenere un seno morbido, armonico e in equilibrio con il torace della paziente, riducendo il rischio di risultati “finti” o poco naturali.

Ogni intervento è personalizzato in base alle caratteristiche fisiche e ai desideri di ogni paziente. La scelta delle protesi mammarie e della tecnica chirurgica più adatta viene studiata con cura per ottenere un risultato armonioso, morbido e naturale.

Il Dott. Leonardo Ioppolo, specialista in chirurgia plastica ed estetica in Calabria, accompagna ogni donna in un percorso su misura, garantendo sicurezza e competenza

Scheda

Anestesia

generale/spinale

Durata

60 – 180 minuti

RITORNO AL SOCIALE

7 giorni

DEGENZA

1 notte

RITORNO AD ATTIVITA’ SPORTIVE

28 giorni

   

La mia filosofia nella mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva non è un intervento “standard”, ma un percorso totalmente personalizzato che richiede ascolto, analisi e progettazione accurata.
Il mio approccio si basa su alcuni principi fondamentali:

1. Risultato naturale e proporzionato

Ogni seno deve armonizzarsi con il torace, la postura e la struttura della paziente. Non seguo mode, ma proporzioni: un risultato bello è un risultato equilibrato, non eccessivo.

2. Protesi ergonomiche come prima scelta

Prediligo le protesi ergonomiche perché garantiscono un seno:

  • più morbido al tatto,

  • dinamico e naturale nelle diverse posizioni,

  • con minore rischio di rotazione rispetto alle anatomiche.
    Sono impianti moderni che “si comportano come un seno vero”.

3. Tecniche ibride (protesi + lipofilling)

Quando indicato, combino la protesi con lipofilling (mastoplastica ibrida).
Il grasso consente di:

  • rifinire i profili,

  • migliorare la copertura dei bordi,

  • rendere il risultato ancora più naturale,

  • ridurre il volume della protesi mantenendo pienezza.

4. Focus sulla sicurezza

La sicurezza non è mai negoziabile. Scelgo solo protesi approvate, tecniche aggiornate e un protocollo chirurgico che riduce i rischi e ottimizza i tempi di recupero.

5. Ascolto della paziente

La visita non è una “proposta di taglia”, ma un confronto:
capire desideri, aspettative, stile di vita e limiti anatomici permette di ottenere un risultato che rende la paziente serena, soddisfatta e sicura di sé.

CICATRICI DELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA

ACCESSO AL SOLCO SOTTOMAMMARIO

La via sottomammaria (con cicatrice al solco) è sicuramente quella maggiormente utilizzata perchè la cicatrice è nascosta dalla mammella in posizione eretta, quindi praticamente poco visibile da subito.

ACCESSO PERIAREOLARE

La via periareolare è utilizzata in quelle pazienti in cui si prevede, per migliorare l’estetica, una revisione dell’areola (perchè troppo grande o dislocata troppo in basso, vedi mastopessi periareolare). Inoltre viene spesso utilizzata nelle pazienti con mammella tuberosa, dove si prevede in genere un rimodellamento areolare e ghiandolare.

ACCESSI ALTERNATIVI

Accesso ascellare o ombellicale?

Non uso mai accesso ombellicale e solo raramente quello ascellare.

L’accesso ombellicale è principalmente usato da chirurghi in Nord America che fino a qualche anno addietro erano costretti a utilizzare protesi saline per problemi legislativi – queste protesi, che hanno un risultato estetico peggiore di quelle in silicone, hanno il pregio di  poter essere  gonfiate successivamente all’inserimento, quindi possono essere inseriti dal tunnel ombellicale, cosa impossibile per le protesi in silicone.

TASCA PROTESICA (dove viene posizionata la protesi)

Meglio retromuscolare o retroghiandolare?

La scelta del piano di impianto dipende principalmente dallo spessore dei tessuti mammari della paziente.
In termini semplici: più i tessuti sono sottili, più la protesi va posizionata in profondità, così da renderla meno visibile e ottenere un risultato più naturale ed equilibrato.


RETROGHIANDOLARE (linea blu)

La tasca retroghiandolare prevede il posizionamento della protesi al di sotto della ghiandola mammaria ma sopra il muscolo pettorale.
Offre alcuni vantaggi:

  • Minor dolore post-operatorio

  • Risultato dinamico più naturale, poiché il muscolo non interferisce con il movimento del seno

Tuttavia, questa tecnica è indicata solo nelle pazienti con adeguato spessore di tessuto ghiandolare: nelle donne molto magre o con mammelle poco sviluppate la protesi potrebbe risultare visibile, con un effetto estetico poco gradevole.

Una variante moderna è la tasca retrofasciale, in cui la protesi viene posizionata sotto la fascia del muscolo pettorale.
Questa opzione offre una copertura leggermente superiore e un risultato estetico più armonioso, soprattutto se abbinata alla tecnica ibrida (protesi sottofasciale + lipofilling).


RETROMUSCOLARE (linea azzurra)

È la tecnica più utilizzata nella mastoplastica additiva moderna.
Nel tempo si è passati dalle tasche completamente retromuscolari alle tecniche dual plane, in cui la protesi è parzialmente sotto il muscolo e parzialmente sotto la ghiandola.
Questo approccio unisce i vantaggi di entrambi i piani:

  • Migliore copertura della protesi nei quadranti superiori e mediali

  • Profilo più naturale nei soggetti con tessuti sottili

Gli svantaggi principali sono:

  • Possibile “animazione protesica”, ovvero il movimento della protesi durante la contrazione del muscolo pettorale

  • Maggiore dolore post-operatorio, proporzionale al volume della protesi

  • Potenziale asimmetria nel tempo, se i muscoli pettorali non sono simmetrici


TECNICA IBRIDA

La mastoplastica additiva ibrida rappresenta oggi una delle soluzioni più avanzate e versatili.
Nasce per superare i limiti sia della sottoghiandolare (copertura insufficiente) sia della retromuscolare (animazione, dolore).

La tecnica prevede l’impianto di una protesi ergonomica associata all’innesto di tessuto adiposo autologo (lipofilling) intorno alla protesi.
In questo modo si ottiene:

  • Aspetto e consistenza più naturali, sia alla vista che al tatto

  • Copertura uniforme della protesi su tutti i quadranti (non solo superiori e mediali)

  • Assenza di animazione protesica

  • Dolore post-operatorio minimo

Il lipofilling viene eseguito con microcannule, lasciando cicatrici quasi invisibili sia nelle aree di prelievo che nella regione mammaria.


In sintesi:

  • La scelta del piano d’impianto deve essere sempre personalizzata, in base all’anatomia, alla qualità dei tessuti e al risultato desiderato.

  • La tecnica ibrida consente oggi di ottenere un equilibrio ottimale tra copertura, naturalezza e comfort post-operatorio.

LA PROTESI MIGLIORE? ANATOMICA, ROTONDA, ERGONOMICA?

🩺 Sfatiamo alcuni miti sulla mastoplastica additiva

Quando si parla di mastoplastica additiva, la domanda più comune riguarda la scelta delle protesi mammarie.
Meglio rotonde, anatomiche o ergonomiche?
In realtà, non esiste una protesi ideale per tutte le pazienti. La scelta dipende sempre da anatomia, forma del torace e risultato desiderato.


 Falsi miti sulla mastoplastica additiva e le protesi seno

Non esiste una protesi perfetta per tutte.
Ogni paziente è unica: la protesi giusta dipende da proporzioni, tipo di pelle e obiettivi estetici.

Le protesi anatomiche non sono sempre più naturali.
Il risultato dipende anche dalla tecnica chirurgica e dalla qualità dei tessuti.

Non si può sapere sempre in anticipo la protesi esatta.
Durante l’intervento, il chirurgo utilizza sizer per scegliere la misura e la forma ideali.

👉 Il mio consiglio: concentrati sul risultato che desideri ottenere, lasciando al chirurgo la scelta tecnica della protesi più adatta.


Differenze tra protesi rotonde, anatomiche ed ergonomiche

 – Protesi rotonde

Distribuiscono il volume in modo uniforme e donano un effetto pieno sia al polo superiore che a quello inferiore del seno. Ideali per chi desidera un décolleté più visibile.

– Protesi anatomiche (a goccia)

Hanno una distribuzione del volume più naturale, ma contengono un gel più compatto che le rende meno morbide nei movimenti.

 – Protesi ergonomiche

Rappresentano l’evoluzione delle protesi seno: sono rotonde ma riempite con un gel morbido che si adatta naturalmente ai movimenti del corpo, assumendo una forma più anatomica in posizione eretta.


Perché scelgo le protesi Motiva come prima scelta

Le protesi Motiva ergonomiche sono oggi la mia prima scelta per la maggior parte delle pazienti che desiderano una mastoplastica additiva naturale.

🔹 Più morbide delle protesi anatomiche, garantiscono un effetto realistico e un tatto estremamente naturale
🔹 Senza rischio di rotazione, a differenza delle anatomiche, che possono modificare la forma del seno se ruotano.
🔹 Effetto naturale e dinamico, grazie al gel interno che si modella in base alla posizione del corpo, a differenza delle rotonde classiche non hanno un aumento innaaturale dei poli superiori

In sintesi: le protesi Motiva uniscono i vantaggi delle protesi anatomiche e rotonde, offrendo morbidezza, naturalezza e sicurezza in un’unica soluzione.


 Quando scegliere le diverse tipologie di protesi

Protesi rotonde: ideali per chi ha già una buona forma mammaria e desidera solo aumentare il volume.
Protesi anatomiche: indicate per chi presenta svuotamento importante e necessita di ricreare il cono mammario.
Protesi ergonomiche Motiva: perfette per ottenere un risultato naturale, armonioso e morbido, senza rischi di rotazione.


Conclusione: la scelta della protesi seno giusta per te

La mastoplastica additiva non è una procedura standard: è un percorso personalizzato.
Affidarsi a un chirurgo esperto significa ottenere un risultato proporzionato e naturale, grazie alla scelta accurata della protesi seno più adatta.
Oggi, le protesi Motiva ergonomiche rappresentano secondo la mia esperienza, al momento, il miglior equilibrio tra estetica, comfort e sicurezza, garantendo un seno naturale e armonioso.

DOMANDE & RISPOSTE

POSSO ALLATTARE DOPO INTERVENTO MASTOPLASTICA ADDITIVA?

La presenza di protesi in silicone non controindica la possibilità di allattare, al tempo stesso l’allattamento potrebbe modificare il risultato estetico ottenuto con l’intervento, quello che consiglio è quindi posticipare l’intervento se è prevista a breve una gravidanza.

 

POSSO EFFETTUARE MAMMOGRAFIA ED ECOGRAFIA DOPO MASTOPLASTICA?

Le protesi non interferiscono con le metodiche di imaging mammario. Nella maggior parte dei casi la protesi sarà alloggiata dietro al muscolo, quindi a distanza dalla ghiandola.

Dopo l’intervento consiglio di effettuare un ecografia ogni 2 anni per controllare l’integrità della protesi.

 

LE PROTESI IN SILICONE SONO SICURE?

Sia la FDA che lo IOM (Institute of Medicine) nel 1999 hanno pubblicato report in base ai quali concludevano che non esisteva evidenza di un legame tra impianti mammari e cancro, malattie autoimmuni, problemi neurologici o altre malattie sistemiche.

L’unica patologia che ha mostrato una correlazione con le protesi in silicone ad oggi è il linfoma anaplastico a grandi cellule (BIA-ALCL).

Attualmente, a fronte di milioni di protesi mammarie impiantate, il numero di casi di BIA-ALCL resta estremamente basso (81 in tutta europa e circa 25 in italia).

Inoltre se trattato precocemente, prima dell’interessamento linfonodale, quando la malattia è localizzata al tessuto pericapsulare, la sola rimozione delle protesi e capsulectomia totale è curativa.

(fonte http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4419&area=dispositivi-medici&menu=vigilanza)

 

ETA’ A CUI SOTTOPORSI ALL’INTERVENTO?

Non esistono controindicazioni assolute legate all’età, quello che consiglio alle mie pazienti più giovani è di aspettare i 22 – 24 anni per avere una migliore maturità fisica ma sopratutto psicologica per poter decidere al meglio se sottoporsi a un intervento di mastoplastica additiva.

Questa indicazione è decade in caso di malformazioni mammarie o asimmetrie importanti della mammella, in questi casi un intervento precoce (anche prima dei 18 anni) è ideale per evitare stress psicologico alla paziente.

🩺 Complicanze Protesi Mammarie

Come ogni intervento chirurgico, anche la mastoplastica additiva può presentare alcune complicanze, suddivise in precoci e tardive.
È fondamentale che ogni paziente sia adeguatamente informata, per affrontare l’intervento con consapevolezza e serenità.


⚕️ Complicanze Precoci

🔹 Sanguinamento Post-Operatorio

Come in tutti gli interventi chirurgici, può accadere che nei primi due giorni post-operatori un vaso sanguigno precedentemente coagulato si riapra.
Si tratta di un’evenienza rara nella chirurgia mammaria (circa il 2% delle pazienti), ma possibile.
Per prevenirla, vengono posizionati dei drenaggi mammari rimossi generalmente entro 48 ore.
Se si manifesta un sanguinamento, si procede con un breve intervento di revisione per chiudere il vaso responsabile.


🔹 Necrosi Areolare e Perdita di Sensibilità

La necrosi areolare è una complicanza rara ma possibile, che consiste nella sofferenza dei tessuti dell’areola a causa di una riduzione temporanea del flusso sanguigno.
Il rischio aumenta nei casi di mastoplastica additiva associata a mastopessi (sollevamento del seno), poiché la vascolarizzazione del complesso areola-capezzolo può essere più delicata.
In rari casi, può verificarsi anche una perdita di sensibilità del capezzolo o dell’areola, parziale o temporanea.
Generalmente questa sensibilità tende a recuperarsi gradualmente nel tempo, ma in alcuni casi può permanere una lieve alterazione.


⏳ Complicanze Tardive

🔹 Contrattura Capsulare

La contrattura capsulare ha un’incidenza del 3–5% secondo la letteratura internazionale.
La capsula periprotesica è un sottile strato di tessuto cicatriziale che il corpo forma naturalmente intorno alla protesi.
Quando questa capsula si irrigidisce e si restringe, tende a “stritolare” la protesi, modificando la forma e la consistenza del seno.
Il seno può diventare più duro, con fastidio o dolore. Nei casi più gravi è necessario rimuovere la capsula e sostituire la protesi.


🔹 Rippling

Il rippling è dovuto a un eccessivo assottigliamento dei tessuti che ricoprono la protesi, con la comparsa di piccole pieghe visibili sulla cute.
Si può trattare con innesti di grasso autologo (lipofilling) in regime di day surgery, migliorando l’aspetto e la naturalezza del profilo.


🔹 Sieroma Tardivo

Evento raro, si manifesta con un aumento graduale del volume mammario causato da una raccolta di liquido sieroso intorno alla protesi.
Anche se può risolversi spontaneamente, è consigliato drenare il liquido e analizzare la capsula protesica per escludere cause più gravi, come il linfoma a grandi cellule (evenienza eccezionale).


🔹 Cicatrizzazione Patologica

La qualità della cicatrizzazione varia da persona a persona e può determinare cicatrici più visibili del previsto.
In questi casi è possibile eseguire una revisione cicatriziale in anestesia locale, migliorando l’aspetto estetico.


🔹 Infezione della Protesi

Come per ogni dispositivo impiantabile (cardiaco, articolare, ecc.), esiste un rischio di infezione, con un’incidenza inferiore all’1%.
Quando l’infezione si manifesta, è necessario rimuovere la protesi.
Segnali di allarme: rossore, gonfiore, dolore e febbre superiore ai 38°C.

Per ridurre il rischio, si consiglia di eseguire una profilassi antibiotica prima di interventi dentari o chirurgici, e una terapia tempestiva in caso di infezioni in altre sedi (come cistiti o ascessi).


💧 Rottura Protesica e Garanzia a Vita

Un’ulteriore, seppur rara, complicanza è la rottura della protesi mammaria.
Può avvenire a causa di traumi, logoramento nel tempo o spontaneamente dopo molti anni dall’intervento.

Le moderne protesi Motiva Ergonomix utilizzano un gel di silicone coesivo, che non si disperde nei tessuti in caso di rottura, riducendo notevolmente i rischi.

È importante chiarire che la dicitura “garantite a vita” significa che la casa produttrice sostituisce gratuitamente la protesi in caso di rottura o difetto del materiale, ma non copre i costi dell’intervento chirurgico di sostituzione, che deve comunque essere eseguito per rimuovere e reimpiantare la nuova protesi.

Per questo motivo, è fondamentale effettuare controlli periodici ecografici o risonanza magnetica per monitorare l’integrità delle protesi nel tempo.


📄 Consenso Informato

Tutte le complicanze descritte sono riportate in modo dettagliato nel consenso informato che ogni paziente riceve prima dell’intervento.
👉 Ti invitiamo a scaricare il consenso informato completo a fine pagina, dove troverai spiegate con cura tutte le possibili complicanze e le informazioni utili per affrontare la mastoplastica additiva con consapevolezza e serenità.

💬 FAQ – Mastoplastica Additiva

Qual è la differenza tra protesi rotonde, anatomiche ed ergonomiche?

Le protesi rotonde donano maggiore pienezza al décolleté; le anatomiche imitano la forma naturale del seno ma possono ruotare; le ergonomiche si adattano ai movimenti del corpo, mantenendo una forma naturale in ogni posizione.


Perché preferisci le protesi ergonomiche Motiva?

Le protesi Motiva ergonomiche sono morbide, leggere e si muovono in modo naturale con il corpo.
Offrono un aspetto realistico e, a differenza delle anatomiche, non rischiano di ruotare, mantenendo la forma ideale nel tempo.


Quanto dura l’intervento e come avviene il recupero?

L’intervento dura circa 1 ora e mezza
Dopo 1–2 giorni di riposo è possibile riprendere le normali attività leggere.
Attività sporriva dopo almeno 4 settimane e in maniera graduale 


Le protesi vanno sostituite dopo un certo tempo?

Le moderne protesi hanno lunga durata e non richiedono sostituzione periodica, salvo complicanze o modifiche estetiche desiderate.
È consigliato un controllo annuale e un’ecografia ogni 12–18 mesi.


Si può ottenere un risultato naturale anche con protesi grandi?

NI
Il risultato naturale dipende soprattutto da proporzioni, posizione e qualità della protesi, non solo dal volume.
La scelta corretta viene fatta con simulazione durante la visita.


Miti da sfatare sulla mastoplastica additiva

(testo pronto da incollare)

❌ 1. “Le protesi vanno cambiate ogni 10 anni”

Falso.
Le protesi moderne non hanno una scadenza predefinita: si cambiano solo se compaiono problemi o se la paziente desidera una modifica estetica.
Sono necessari controlli periodici, non sostituzioni automatiche.


❌ 2. “Le protesi anatomiche danno sempre il risultato più naturale”

Non vero.
Le protesi ergonomiche hanno rivoluzionato l’estetica del seno:
sono più morbide, più naturali, dinamiche e senza rischio di rotazione.
Per questo sono spesso la mia prima scelta nei casi adatti.


❌ 3. “Il chirurgo può decidere già in visita quale protesi userà”

Fino a un certo punto.
La scelta definitiva avviene spesso durante l’intervento, grazie all’uso dei sizer che permettono di testare diversi volumi in tempo reale, valutando simmetrie e proporzioni.
È un passaggio fondamentale per ottenere un seno armonioso.


❌ 4. “Il risultato sarà sicuramente vistoso o ‘finto’”

Solo se si sceglie un volume scorretto.
Con protesi ergonomiche, piani di posizionamento adeguati e volumi ragionati, il seno può essere molto naturale e proporzionato anche con aumenti importanti.


❌ 5. “Dopo l’intervento non potrò più fare sport”

Non vero.
Dopo il periodo di recupero (circa 4–6 settimane) si torna a praticare sport senza limitazioni.
La scelta del piano di posizionamento (dual plane, sottofasciale, sotto ghiandola) tiene conto anche dello stile di vita della paziente.


❌ 6. “Con la mastoplastica additiva non si potrà più allattare”

Nella maggior parte dei casi si può allattare normalmente.
Le tecniche moderne preservano ghiandola e dotti, riducendo al minimo il rischio di alterazioni funzionali.


❌ 7. “Le protesi si sentono al tatto”

Dipende dal piano e dal tipo di impianto.
Le protesi moderne — soprattutto ergonomiche — sono morbide e difficili da distinguere da un seno naturale, soprattutto se combinate con l’ibrida.

Scarica il consenso informato

Mastoplastica additiva

PRENOTA LA TUA PRIMA VISITA! 

PUOI PRENOTARE DIRETTAMENTE ONLINE,
UTILIZZANDO IL FORM DI CONTATTO QUI SOTTO